Si parte giovedì 25 con Bicycle Beat, Cariòn e Marvanza Reggae Sound
feb 22, 2010 Comunicati
E’ tutto pronto per la quarta edizione dell’Arè Rock Festival. Il concorso nazionale, organizzato dall’associazione culturale Europa Giovane, apre i battenti infatti giovedì 25 febbraio con la prima delle dieci serate di qualificazioni live settimanali al Donky Gold Club (Piazza Marina, Barletta) con Bicycle Beat (Barletta, elettro-rock), Carión (Bari, indie rock) e Marvanza Reggae Sound (Monasterace RC, reggae dub). Si comincia così all’insegna dell’energia, dell’elettronica e del ritmo, in una serata imperdibile (ore 21:30, ingresso gratuito). Non mancate!
Il concorso ha registrato quest’anno ben 302 iscrizioni da tutta Italia, dalla Lombardia alla Calabria, dal Piemonte alla Sardegna, dal Lazio alla Puglia, grazie anche alla presentazione del concorso presso lo stand del MOMArt (Motore Meridiano delle Arti) al M.E.I. di Faenza.
Ecco le bio delle prime tre band in gara.
Bicycle Beat
Il progetto di musica elettronica Bicycle Beat, nasce nel 2008 da un’idea di collaborazione e contaminazione, con l’interazione di Narrow, Bob Wallace e Gnappo, tre ragazzi barlettani classe ‘87. Il trio è selezionato per il M.E.I. TECH 2009 a Faenza (RA) e calca alcuni tra i maggiori palchi della zona, come quello dello Spazio Off a Trani e del Teatro Kismet di Bari in occasione di AlterNatale. E’ protagonista inoltre di live set al N’ice (Giovinazzo), a Villa Renoir (Bari), al Jubilee (Corato) e alle Divinae Follie (Bisceglie) e di contest come VISUONI Festival ’09 (Andria). I Bicycle Beat propongono live set completamente inediti con l’ausilio dei synth e delle cosiddette “macchinette” con l’aggiunta di inusuali strumenti (giocattoli, diamoniche, oggetti vari e vecchie tastierine modificate): questa è la loro idea di elettronica dalle influenze più disparate. Il progetto sperimenta il concetto di action music: al pubblico si propone infatti il brivido di esperienze musicali total live, in stretta correlazione con la cura di visual e vj_set anch’essi total live. Affiancano alla linea “difensiva” della freddezza dell’elettronica le sperimentazioni vocali, volutamente toccanti, sonorità calde e avvolgenti o toni graffianti, giacché credono nella necessità di un’ “insurrezione” insita nella musica stessa.
L’idea di prestare attenzione non solo all’idea musicale, totalmente basata sulla percezione acustica, ma anche all’immagine, permette talvolta un grado di minor astrazione adatto a veicolare il “messaggio”.
Formazione:
Ignazio Leone “Narrow” – Synth, Vox
Saverio Russo “Bob Wallace” – Drum Machines, Dub Master
Domenico Piccolo “Dompei” – Drums
Gianmarco Moscatelli “Flonzo” – Bass
Salvatore Daluiso “Torucci” – Guitar
Alessandro Russo “Gnappo” – Visual
Ignazio Leone “AtomiX” – Visual
http://www.myspace.com/bicyclebeat
Cariòn
Nati nel settembre 2004, dopo centinaia di concerti in tutta Italia, in cui hanno diviso il palco con Amari, Paolo Benvegnù, Afterhours, Bisca, Alibìa, Amor Fou, ecc., e varie partecipazioni a festival nazionali (Sziget Festival, Italia Wave), i Cariòn approdano nel 2007 al primo disco ufficiale prodotto dalla Tomato Records (capitanata da Massimo Bonelli, voce degli Alibìa) / CNI Compagnia Nuove Indye di Paolo Dossena e distribuito in esclusiva da Venus. Da questo primo disco viene estratto il singolo “Dimmi che c’è”, del quale la band gira il primo videoclip ufficiale con la produzione artistica e tecnica del regista Stefano Bertelli. Il video entra in rotazione nei più grossi network televisivi italiani tra cui MTV, All Music, Match Music e Italia Uno. Dopo un lungo tour di quasi 100 date, che tocca i locali più grandi d’Italia, la band entra in studio per registrare il secondo disco, decisamente più rock, “Non cercare verità”, che esce il 1° Marzo 2009 per Otium Records, con distribuzione CNI-Venus. L’album viene presentato all’auditorium “La Vallisa” a Bari in una serata che registra il tutto esaurito. Da questo concerto viene estratto il primo dvd live della band, disponibile on line. Riparte così il nuovo tour 2009 che porta la band nuovamente in giro per i palchi italiani, con trenta date in due mesi. Il lavoro ottiene molti consensi e i Cariòn vengono eletti band della settimana su Kataweb. Dal 29 giugno 2009 il singolo “Hai” viene trasmesso su Radio 105 per una settimana intera. Subito dopo Rock Tv invita la band per “Sala Prove”, trasmissione alla quale il gruppo partecipa con il brano “Scorpione”, spesso in onda sul canale musicale. Recensioni sono apparse su Kataweb, Rockerilla e altre riviste e webzine musicali; in particolare Fabrizio Galassi ha scritto che brano “Scorpione” è un brano “che riesce a riempirti le orecchie di stoner, di garage, di rock classico e di soluzioni melodiche tipiche del nostro scenario più recente” e “riesce benissimo nell’intento di farti rimanere attaccato al lettore senza distrarti”. Nell’ ottobre 2009 la band gira a Torino con il supporto tecnico della Triciclo Eventi e con la regia di Cristian Torelli il primo videoclip del nuovo lavoro, quello di “Scorpione”.
Formazione:
Vito Napoletano (Vigos) – Voce e chitarra
Cristiano Laporta (Marvin) – Basso
Roberto Calabrese – Chitarre
Gianluca Schettini (Korghi) – Tastiere, synth, pianoforte
Marco De Giovanni – Batteria
http://www.myspace.com/carionband
Marvanza Reggae Sound
Dopo le prime esibizioni, il gruppo proveniente da Monasterace viene invitato, nel dicembre 2005, al Click di Forlì ad aprire il concerto degli Almamegretta. Dopo questa esperienza, i Marvanza hanno dato prova di tutto il loro carattere musicale ad uno degli eventi musicali più importanti della Calabria, il concerto del Primo Maggio a Locri nel 2006, che registra diecimila presenza. Durante l’estate dello stesso anno la band solca i palchi più importanti della costa jonica, tra cui quello della festa del centenario della CGIL e al festival Kalabria Elettrika, dove i Marvanza dividono il palco con artisti di livello nazionale come Mario Venuti e Niccolò Fabi. Il gruppo partecipa inoltre al Salento Showcase 2007 esibendosi prima PapaLeu, RankinLele, Marina, Terron Fabio e Nandu Popu dei Sud Sound System. La qualità dei loro live li ha portati nella scuderia della Sonny Boy Management e della Self, etichetta numero uno nella distribuzione in Italia. Proprio in un momento storico molto particolare per la loro terra, la loro voglia di fare musica è stata la miccia per far esplodere una vera e propria rivoluzione culturale. Nei loro testi c’è quindi tanta protesta, toccando temi sociali di indubbia importanza, come le ingiustizie sociali e la xenofobia. I Marvanza mixano nelle loro canzoni ironia e riflessione, protesta e leggerezza, unendo il dialetto di Monasterace al reggae muffin e alla dance hall. Dopo l’uscita del primo singolo, pubblicato con la rivista “In Scena”, la band ha pubblicato con il primo album, dal titolo “Frontiere”, 12 pezzi registrati negli studi cauloniesi della “DaDo Record Production” di Domenico Panetta.
I Marvanza Reggae Sound sono:
“skankaman” Ivan Lentini – Voce
“maco de roma” Marco Lentini – Voce
“raggamafy” Mafalda Gara – Voce e sax
“claudio b” Claudio Chiera – Basso
Band:
Sakamotho – Tastiere
Pollyanna – Chitarra
Rodriguez – Batteria
http://www.myspace.com/marvanzareggaesound
I gruppi che nella classifica stilata dalla giuria tecnica delle selezioni live si piazzeranno alle prime 10 posizioni accederanno alle due semifinali; i migliori cinque approderanno poi alla finale. Ogni evento avrà ospiti prestigiosi di calibro nazionale o internazionale. In palio per il gruppo vincitore 2000 euro.
L’Arè Rock Festival si propone fin dal 2007 come vetrina della musica di qualità ed ha finora offerto la meritata visibilità ad artisti che hanno poi continuato un percorso luminoso di successi. Per la prima edizione infatti la palma della vittoria andò a Giovanni Block, pochi mesi dopo premiato come migliore autore emergente al Premio Tenco; nel 2008 toccò alla Fame di Camilla, che esattamente un anno dopo ha firmato per la Universal ed ha partecipato in questi giorni a Sanremo nella categoria Nuova Generazione, mentre nel 2009 vincitrice del concorso è stata Erica Mou, premiata come rivelazione Indie Pop (al pari della Fame di Camilla) al M.E.I. 2009.
Ospiti del festival sono stati nel 2007 le icone italiche del post-rock, i Giardini di Mirò, nell’ambito del tour dell’acclamato album “Dividing Opinions”, nel 2008 la Chop Chop Band, (reggae/rock/electronica), gruppo in attività dal 1992, che ha ottenuto in questi anni ottimi riscontri in Italia e all’estero e nel 2009 Max Gazzè: l’artista è stato applaudito da oltre 5000 persone per la prima tappa del suo “Casi Ciclici Sinteti-Tur”, che l’ha visto sul palco con Megahertz (già al fianco di Morgan soprattutto, ma anche musicista de La Sintesi e di Lele Battista, di Giuni Russo, DB Boulevard, I Cosi) e Sergio Carnevale (già nei Bluvertigo).
L’Arè Rock Festival sostiene Italians For Darfur, movimento per la promozione dei diritti umani in Darfur, ed Emergency: allo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica su ciò che accade nella travagliata regione sudanese, è prevista anche quest’anno una sezione speciale intitolata “Una canzone per il Darfur”, per cui le band possono segnalare una loro canzone.
La manifestazione si avvale come mediapartner del programma inglese Radio Sophia di Emilia Telese (Radio Reverb, Brighton, UK), del quinto portale di informazione musicale italiano per numero di visitatori, Musicalnews.com, che ha seguito la manifestazione con articoli e recensioni di ogni singola data, della rivista online di musica e cultura Mescalina.it, che ha recensito i demo dei migliori gruppi dell’edizione 2009, del primo mensile gratuito di musica e concerti nato in Italia, MusicClub, del sito di informazione musicale MusicBoom.it, della webzine di musica, teatro, libri e cultura SaltinAria.it, di Italianissima.net – canzoni per sognare, poesie in musica, visitatissimo sito dedicato alla Musica Italiana, di Gufetto.it, magazine che si occupa di musica, libri, teatro, cinema e tanto altro ancora, RomaMusica- tutti i concerti a Roma, di IThink Magazine, interessante mensile di cultura e società. Sono inoltre in via di definizione in queste ore altre collaborazioni con radio, tv e mezzi di informazione.
Tutte le info su questa e altra edizione dell’Arè Rock Festival nei siti:
http://www.arerockfestival.it (riavviato proprio in questi giorni)
http://www.myspace.com/arerockfestival
http://www.facebook.com/arerockfestival
Jole Silvia Imbornone
Ufficio stampa Arè Rock Festival ufficiostampa@arerockfestival.it
Contatti
Presidente Europa Giovane Francesco Scatigno staff@arerockfestival.it
Direttore Artistico Giuseppe Defazio direzioneartistica@arerockfestival.it
marketing@arerockfestival.it organizzazione@arerockfestival.it
ufficiostampa@arerockfestival.it segreteria@arerockfestival.it
Tags: 25 febbraio, arè rock, barletta, bicycle beat, cariòn, donky, Europa Giovane, festival, gratuito, marvanza reggae sound, musica, rock
Si chiudono il 15 gennaio le iscrizioni all’Arè Rock Festival 2010
gen 7, 2010 Comunicati
Ancora pochi giorni per iscriversi alla quarta edizione del concorso nazionale Arè Rock Festival, organizzato dall’associazione culturale Europa Giovane a Barletta (BT): c’è tempo infatti fino al 15 gennaio per completare le pre-iscrizioni effettuate durante Meeting delle Etichette Indipendenti (M.E.I.) di Faenza 2009 con la modulistica richiesta o mandare nuove iscrizioni inviando il materiale specificato nel regolamento, pubblicato nel forum del sito http://www.arerockfestival.it in costruzione.
Le 30 band selezionate dalla commissione artistica tra quante in totale si iscriveranno all’edizione 2010 della manifestazione parteciperanno ad una prima fase di qualificazioni live; i gruppi che nella classifica stilata dalla giuria tecnica si piazzeranno alle prime 10 posizioni accederanno alle due semifinali, mentre i migliori cinque si esibiranno nell’ambito della finale. Ogni serata avrà ospiti prestigiosi. In palio per il vincitore 2000 €, la possibilità di aprire un grande concerto che concluderà la manifestazione, in una quattro giorni all’insegna della musica, della cultura, dell’arte in ogni sua forma che animerà l’intero territorio, e un mini-tour in tutt’Italia nei locali che aderiranno all’iniziativa. L’iscrizione al festival è gratuita ed è previsto un rimborso spese di 150 € per le band che provengono da città distanti oltre 300 km da Barletta. Per le band che ne faranno richiesta, l’organizzazione inoltre provvederà a prenotare (senza spesarlo) l’alloggio al prezzo più conveniente possibile presso un bed & breakfast. Il concorso è da sempre aperto a tutti i generi musicali (rock in ogni sua forma, indie, alternative, post, dark, new-wave, punk, electro ecc., pop, ska, reggae, cantautorato).
L’Arè Rock Festival sostiene Italians For Darfur, movimento per la promozione dei diritti umani in Darfur, ed Emergency: allo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica su ciò che accade nella travagliata regione sudanese, è prevista anche quest’anno una sezione speciale intitolata “Una canzone per il Darfur”, per cui le band possono segnalare una loro canzone. Nel 2008 alla causa fu dedicato un intero concerto in occasione della notte bianca barlettana, impreziosito da un live-set di Codefish & Tuna (ANDRO.I.D. from NEGRAMARO feat. DJ VIVAZ).
Prosegue inoltre anche per il 2010 la collaborazione con il programma inglese Radio Sophia di Emilia Telese (Radio Reverb, Brighton, UK), che ospiterà nei primi mesi dell’anno la vincitrice del 2009 dell’Arè Rock Festival, Erica Mou. Infine l’organizzazione sta lavorando ad un evento all’estero che dovrebbe coinvolgere i migliori gruppi delle prime tre edizioni in un grande progetto, che sia prova del potere universale di aggregazione e diffusione di emozioni della musica.
Oltre alla già citata Erica Mou, rivelazione indie pop dell’anno al M.E.I. 2009, vincitori delle precedenti edizioni sono stati nel 2008 La Fame di Camilla, band che ha ricevuto lo stesso riconoscimento di Erica all’ultima edizione del M.E.I. ed ha firmato un anno dopo la partecipazione al concorso un contratto con la Universal Music, e Giovanni Block nel 2007, premiato ben presto come migliore autore emergente al Premio Tenco. Il concorso si è proposto e si propone tuttora infatti come una vetrina per band in cerca della meritata visibilità ed è riuscito finora ad identificare autentici talenti, che poi sono stati effettivamente ampiamente apprezzati al livello nazionale e stanno percorrendo un cammino fruttuoso, ricco di ulteriori e sempre maggiori riconoscimenti.
L’Arè Rock Festival ha ottenuto in questi primi tre anni (2007, 2008, 2009) centinaia di iscrizioni per anno da tutt’Italia, dalla Valle d’Aosta alla Campania, dal Veneto alla Sicilia, dal Piemonte alla Basilicata, dal Lazio alla nostra Puglia e anche dall’estero (Svizzera, Belgio). La finalissima del 2009 ha avuto luogo
presso il Fossato del Castello Svevo, luogo centrale dell’Estate barlettana. Ospiti del festival
sono stati i Giardini di Mirò (2007), la Chop Chop band (2008) e Max Gazzè (2009), applaudito da oltre 5000 persone nella prima data del suo “Casi ciclici Sinteti-Tur”, in trio con Megahertz e Sergio Carnevale (Bluvertigo, Baustelle).
Nella giuria tecnica nazionale della finale ci sono stati in questi anni tra gli altri Paola De Simone (Radio in Blu, Pop On), Corrado Minervini (Rockstar), Jurij Ricotti (Rockhard), Marcello Balestra (direttore artistico Warner Music Italia), Roberta Balzotti (Rai), Antonio Ranalli (Musicalnews.com, Jam e Vintage, direttore responsabile di Musikbox), Michele “Wad” Caporosso (Rolling Stone, Rumore, Rockit, Radio Popolare Network), Alfonso Fanizza (Mescalina.it, CoolClub.it), Dado Neri (bassista di artisti come Gianna Nannini, Adriano Celentano, Ornella Vanoni, ma anche della band Vitamina, prodotta da Eros Ramazzotti).
La manifestazione si avvale come mediapartner del quinto portale di informazione musicale italiano per numero di visitatori, Musicalnews.com, che ha seguito la manifestazione con articoli e recensioni di ogni singola data, della rivista online di musica e cultura Mescalina.it, che ha recensito i demo dei migliori gruppi dell’edizione 2009, del primo mensile gratuito di musica e concerti nato in Italia, MusicClub, del sito di informazione musicale MusicBoom.it, della webzine di musica, teatro, libri e cultura SaltinAria.it, di Italianissima.net – canzoni per sognare, poesie in musica, visitatissimo sito dedicato alla Musica Italiana, di Gufetto.it, magazine che si occupa di musica, libri, teatro, cinema e tanto altro ancora. Sono inoltre in via di definizione in queste ore altre collaborazioni con radio, tv e mezzi di informazione.
L’organizzazione fa inoltre parte del coordinamento musicale regionale del MOMArt (Motore Meridiano delle Arti) di Adelfia (BA), officina dedicata alla giovane creatività della regione e in generale del Paese, presso il cui stand la nuova edizione del festival è stata presentata al M.E.I. 2009.
Tags: arè rock, band, barletta, faenza, festival, gazzè, iscrizioni, m.e.i., momart, premi, rock
Iscrizione gratuita fino al 15/01 all’edizione 2010
dic 7, 2009 Comunicati
L’Arè Rock Festival, organizzato dall’associazione culturale Europa Giovane a Barletta (BT), riapre i battenti, puntando sempre più in alto: al via le iscrizioni per la quarta edizione, presentata al livello nazionale in conferenza stampa con il MOMArt (Motore Meridiano delle Arti) di Adelfia (BA), officina dedicata alla giovane creatività della regione e in generale del Paese, durante il Meeting delle Etichette Indipendenti (M.E.I.) di Faenza 2009. Nell’ambito della manifestazione, punto di incontro e di attrazione per etichette, artisti, associazioni e media in quanto Festival della Produzione Musicale e Culturale Indipendente Italiana, sono già pervenute 120 preiscrizioni, ma per completare la procedura o per iscriversi ex-novo ora è necessario scaricare modulo di iscrizione e liberatoria sul sito ufficiale, al momento in costruzione, http://www.arerockfestival.it , e leggere ovviamente il materiale da inviare all’associazione, indicato nel regolamento. Le 30 band selezionate parteciperanno ad una prima fase di qualificazioni live; i gruppi che nella classifica stilata dalla giuria tecnica si piazzeranno alle prime 10 posizioni accederanno alle due semifinali, mentre i migliori cinque si esibiranno nell’ambito della finale. Ogni serata avrà ospiti prestigiosi. In palio per il vincitore 2000 €, la possibilità di aprire un grande concerto che concluderà la manifestazione, in una quattro giorni all’insegna della musica, della cultura, dell’arte in ogni sua forma che animerà l’intero territorio, e un mini-tour in tutt’Italia nei locali che aderiranno all’iniziativa. L’iscrizione al festival è gratuita ed è previsto un rimborso spese di 150 € per le band che provengono da città distanti oltre 300 km da Barletta. Per le band che ne faranno richiesta, l’organizzazione inoltre provvederà a prenotare (senza spesarlo) l’alloggio al prezzo più conveniente possibile presso un bed & breakfast.
Per iscriversi al concorso, aperto a tutti i generi musicali (rock in ogni sua forma, indie, alternative, post, dark, new-wave, punk, electro ecc., pop, ska, reggae, cantautorato) c’è tempo fino al 15 gennaio 2010.
L’Arè Rock Festival sostiene Italians For Darfur,
movimento per la promozione dei diritti umani in Darfur, ed Emergency: allo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica su ciò che accade nella travagliata regione sudanese, è prevista anche quest’anno una sezione speciale intitolata “Una canzone per il Darfur”, per cui le band possono segnalare una loro canzone. Nel 2008 alla causa fu dedicato un intero concerto in occasione della notte bianca barlettana, impreziosito da un live-set di Codefish & Tuna (ANDRO.I.D. from NEGRAMARO feat. DJ VIVAZ).
Prosegue inoltre anche per il 2010 la collaborazione con il programma inglese Radio Sophia di Emilia Telese (Radio Reverb, Brighton, UK), che ospiterà nei primi mesi dell’anno la vincitrice del 2009 dell’Arè Rock Festival, Erica Mou. Infine l’organizzazione sta lavorando ad un evento
all’estero che dovrebbe coinvolgere i migliori gruppi delle prime tre edizioni in un grande progetto, che sia prova del potere universale di aggregazione e diffusione di emozioni della musica.
L’associazione ha partecipato all’evento Meid in Puglia, organizzato dal coordinamento musicale regionale del MOMArt presso il Teatro Kismet di Bari lo scorso 25 novembre, proprio prima di partire per Faenza. Al M.E.I. sono stati assegnati i premi come Rivelazioni Indie Pop dell’anno a La Fame di Camilla ed Erica Mou, già vincitori proprio dell’Arè Rock Festival, rispettivamente nel 2008 e 2009. I primi in particolare hanno firmato un anno dopo la partecipazione al concorso un contratto con la Universal Music e sono attualmente in rotazione su MTV e su tutti i canali musicali con il loro secondo video, “Come il sole a mezzanotte”. Nel 2007 la vittoria è toccata invece a Giovanni Block, pochi mesi dopo premiato come migliore autore emergente al Premio Tenco. Il concorso si è proposto e si propone tuttora infatti come una vetrina per band in cerca della meritata visibilità ed è riuscito finora ad identificare autentici talenti, che poi sono stati effettivamente apprezzati al livello nazionale e stanno percorrendo un cammino fruttuoso, ricco di ulteriori e sempre maggiori riconoscimenti.
L’Arè Rock Festival ha ottenuto in questi primi tre anni (2007, 2008, 2009) centinaia di iscrizioni per anno da tutt’Italia, dalla Valle d’Aosta alla Campania, dal Veneto alla Sicilia, dal Piemonte alla Basilicata, dal Lazio alla nostra Puglia e anche dall’estero (Svizzera, Belgio). La finale dell’evento nel 2007 e 2008 ha avuto come scenario il piazzale della Lega Navale: quest’anno invece la finalissima ha avuto luogo
presso il Fossato del Castello Svevo, luogo centrale dell’Estate barlettana. Ospiti del festival
sono stati i Giardini di Mirò (2007), la Chop Chop band (2008) e Max Gazzè (2009), applaudito da oltre 5000 persone nella prima data del suo “Casi ciclici Sinteti-Tur”, in trio con Megahertz e Sergio Carnevale (Bluvertigo, Baustelle).
Nella giuria tecnica nazionale della finale ci sono stati in questi anni tra gli altri Paola De Simone (Radio in Blu, Pop On), Corrado Minervini (Rockstar), Jurij Ricotti (Rockhard), Marcello Balestra (direttore artistico Warner Music Italia), Roberta Balzotti (Rai), Antonio Ranalli (Musicalnews.com, Jam e Vintage, direttore responsabile di Musikbox), Michele “Wad” Caporosso (Rolling Stone, Rumore, Rockit, Radio Popolare Network), Alfonso Fanizza (Mescalina.it, CoolClub.it), Dado Neri (bassista di artisti come Gianna Nannini, Adriano Celentano, Ornella Vanoni, ma anche della band Vitamina, prodotta da Eros Ramazzotti).
La manifestazione si avvale come mediapartner del quinto portale di informazione musicale italiano per numero di visitatori, Musicalnews.com, che ha seguito la manifestazione con articoli e recensioni di ogni singola data, della rivista online di musica e cultura Mescalina.it, che ha recensito i demo dei migliori gruppi dell’edizione 2009, del primo mensile gratuito di musica e concerti nato in Italia, MusicClub, del sito di informazione musicale MusicBoom.it, della webzine di musica, teatro, libri e cultura SaltinAria.it, di Italianissima.net – canzoni per sognare, poesie in musica, visitatissimo sito dedicato alla Musica Italiana, di Gufetto.it, magazine che si occupa di musica, libri, teatro, cinema e tanto altro ancora. Sono inoltre in via di definizione in queste ore altre collaborazioni con radio, tv e mezzi di informazione.
Tags: arè rock, band, barletta, faenza, festival, gazzè, iscrizioni, m.e.i., momart, premi, rock
Ripartiamo dal M.E.I.!A breve il bando 2010
nov 28, 2009 Comunicati
L’Arè Rock Festival, organizzato dall’associazione culturale Europa Giovane a Barletta (BT), quest’anno pensa in grande: è partita dal Meeting delle Etichette Indipendenti (M.E.I.) di Faenza la quarta edizione del concorso, con la presentazione dell’evento in conferenza stampa con il MOMArt e centinaia di preiscrizioni delle band di tutta Italia.
L’associazione ha partecipato anche all’evento Meid in Puglia, organizzato presso il Teatro Kismet di Bari dal coordinamento musicale del MOMArt lo scorso 25 novembre, prima di partire per il M.E.I., che ha assegnato proprio ai vincitori del 2008 e del 2009 del festival, rispettivamente La Fame di Camilla (ora sotto contratto con la Universal Music ed in gara anche per il Premio Italiano Videoclip Indipendente) ed Erica Mou, i premi come Rivelazioni Indie Pop dell’anno. Nel 2007, la vittoria è toccata a Giovanni Block, pochi mesi dopo premiato come migliore autore emergente al Premio Tenco.
Il bando dell’edizione 2010 uscirà a breve (la data prevista attualmente è quella del 5 dicembre); previste due semifinali per i gruppi che nella classifica stilata dalla giuria tecnica delle qualificazioni live si piazzeranno alle prime 10 posizioni. I migliori 5 accederanno invece alla finale; ogni serata avrà ospiti prestigiosi. In palio per il vincitore 2000 €, la possibilità di aprire un concerto internazionale che concluderà la manifestazione, nell’ambito così di una quattro giorni all’insegna della musica, della cultura, dell’arte in ogni sua forma che animerà l’intero territorio, e un mini-tour in tutt’Italia nei locali che aderiranno all’iniziativa. L’iscrizione al festival è gratuita ed è previsto un rimborso spese di 150 € per le band che provengono da città distanti oltre 300 km da Barletta. L’organizzazione inoltre provvederà a prenotare (senza spesarlo) per le band che ne faranno richiesta l’alloggio in un bed & breakfast.
Prosegue inoltre anche per il 2010 la collaborazione con il programma inglese Radio Sophia di Emilia Telese (Radio Reverb, Brighton, UK), che ospiterà nei primi mesi dell’anno la vincitrice del 2009 dell’Arè Rock Festival, Erica Mou. Infine l’organizzazione sta lavorando ad un evento all’estero che dovrebbe coinvolgere i migliori gruppi delle prime tre edizioni in un grande progetto, che sia prova del potere universale di aggregazione e diffusione di emozioni della musica.
Il festival è aperto a tutti i generi musicali (rock in ogni sua forma, indie, alternative, post, dark, new-wave, punk, electro ecc., pop, ska, reggae, cantautorato) ha ottenuto in questi primi tre anni (2007, 2008, 2009) centinaia di iscrizioni per anno da tutt’Italia, dalla Valle d’Aosta alla Campania, dal Veneto alla Sicilia, dal Piemonte alla Basilicata, dal Lazio alla nostra Puglia e anche dall’estero (Svizzera, Belgio). Le 30 band selezionate dalla commissione artistica hanno animato le qualificazioni live in 10 serate da febbraio ad aprile. La finale dell’evento nel 2007 e 2008 ha avuto come scenario il piazzale della Lega Navale: quest’anno invece la finalissima ha avuto luogo
presso il Fossatodel Castello Svevo, luogo centrale dell’Estate barlettana. Ospiti del festival sono stati i Giardini di Mirò (2007), la Chop Chop band (2008) e Max Gazzè (2009). Nella giuria tecnica nazionale della finale ci sono stati in questi anni tra gli altri Paola De Simone (Radio in Blu, Pop On), Corrado Minervini (Rockstar), Jurij Ricotti (Rockhard), Marcello Balestra (direttore artistico Warner Music Italia), Roberta Balzotti (Rai), Antonio Ranalli (Musicalnews.com, Jam e Vintage, direttore responsabile di Musikbox), Michele “Wad” Caporosso (Rolling Stone, Rumore, Rockit, Radio Popolare Network), Alfonso Fanizza (Mescalina.it,
CoolClub.it), Dado Neri (bassista di artisti come Gianna Nannini, Adriano Celentano, Ornella Vanoni, ma anche della band Vitamina, prodotta da Eros Ramazzotti).
La manifestazione si avvale come mediapartner del quinto portale di informazione musicale italiano per numero di visitatori, Musicalnews.com, che ha seguito la manifestazione con articoli e recensioni di ogni singola data, della rivista online di musica e cultura Mescalina.it, che ha recensito i demo dei migliori gruppi dell’edizione 2009, del primo mensile gratuito di musica e concerti nato in Italia, MusicClub, del sito di informazione musicale MusicBoom.it, della webzine di musica, teatro, libri e cultura SaltinAria.it, di Italianissima.net – canzoni per sognare, poesie in musica, visitatissimo sito dedicato alla Musica Italiana, di Gufetto.it, magazine che si occupa di musica, libri, teatro, cinema e tanto altro ancora, e di Romamusica.it, settimanale dedicato allo spettacolo. Sono inoltre in via di definizione in queste ore altre collaborazioni con radio, tv e mezzi di informazione.
Hanno dato inoltre visibilità al concorso tra gli altri i quotidiani Repubblica di Bari, Corriere del Mezzogiorno, Gazzetta del Mezzogiorno, Gazzetta dello Sport, Aprileonline, Puglia, Il Quotidiano, TeleRegione, Antenna Sud, emittenti radiofoniche come Radio Popolare Network, che ha trasmesso nel 2009 uno speciale di 90 minuti dedicato al festival con le esibizioni dei finalisti, Radio Dimensione Suono (RDS), Radio In Blu, Radio Deejay, Controradio, Radio Norba, Radio Baldanza, il sito di AudioCoop (Coordinamento tra le Etichette Discografiche Indipendenti in Italia), il sito del canale televisivo di Sky Match Music, il mensile nazionale Percussioni, la rivista di musica indipendente Losing Today, i portali di informazione musicale nazionale Rockit, Rockol, Kataweb Musica, Liverock, RockItalia, Newsic, Cantine, SulPalco, Sonorika, Radio Web Italia, Territorio Musicale, Babylon Magazine, Palco Eventi, i portali di informazioni generale University.it, TgEvents, Italynews, Vivere La Notte e tantissimi siti di informazione regionale.
Tags: arè rock, band, barletta, faenza, festival, gazzè, iscrizioni, m.e.i., momart, premi, rock
Il fascino discreto della musica di qualità: la finale dell’Arè Rock Festival 2009 con ospite Max Gazzè
lug 4, 2009 Recensioni
Recensione di Ambrosia J.S. Imbornone
Musicalnews.com http://www.musicalnews.com/articolo.php?codice=17631&sz=2
Una cornice spettacolare, quella del Fossato del Castello Svevo di Barletta, sede dei grandi eventi della città, neo-provincia con Andria e Trani; un concorso, l’Arè Rock Festival, organizzato dall’associazione Europa Giovane, che è limpida vetrina per la musica emergente nazionale e soprattutto per le tante eccellenze nascoste in un sud che troppo spesso non usufruisce degli stessi riflettori che illuminano le piccole come le grande band settentrionali, ma pullula di band originali e meritevoli di un futuro più che luminoso; un ospite, Max Gazzè, che è un esempio di passione per la musica umile e laboriosa, lontano dai divismi isterici e sterili di presunte star che centellinano le loro apparizioni e amplificano mediaticamente numeri e successi. Nonché un modello, ovviamente, di talento sperimentale, pronto a rimescolare le note e a misurarsi con nuove sfide per non sedersi mai sugli allori, ma presentare vivide e lucenti le perle della sua discografia. Un luogo, una manifestazione, un ospite d’onore per una finalissima che lo scorso 27 giugno è stata celebrata da un pubblico inaspettato e soddisfatto, in una splendida serata ricca dei differenti colori di un univoco successo. La palma della vittoria per il 2009, in una serata presentata anche quest’anno da Mariella Dibenedetto, è andata alla giovane cantautrice biscegliese Erica Mou, prima a calcare il maestoso palco su due livelli del concorso aperto agli emergenti di ogni genere musicale: accompagnata solo dalla sua chitarra e dalla loop machine, ha conquistato il pubblico per la delicatezza delle atmosfere dei suoi brani, impregnati di lirismo, sorprendentemente maturi e raffinati per un’artista appena diciannovenne. La sua voce è sicura e decisa, soprattutto nella fascinosa e quasi provocatoria “Lame”, ma soprattutto è modulata con un impeto invidiabile che carica di potere emozionale ogni parola e ogni nota: Erica possiede sicuramente vero talento e una volta in più l’Arè ha individuato un progetto di grande valore che ha sicuramente prospettive di sviluppo e successo davanti a sé.
Gli One Way Ticket elettrizzano subito dopo il pubblico con la sferzata di energia di “Ora et implora”, una corrente entusiasmante di rock che riesce a scuotere, sedurre e catturare grazie ad un ritmo irresistibile e alla brillante performance vocale di Maurizio Maremonti; “Quello che resta” invece rallenta il tempo per una ballad malinconica e struggente che si accende in mirabili cambi di ritmi. L’esibizione della band ancora una volta brilla per qualità e vibra per tensione e carica travolgente. Subito dopo, è la volta dei Perfect Picture, capitanati da Rachel O’Neill, autentico “animale da palcoscenico”; le loro canzoni appaiono articolate e grintose: in “The Others”, dedicata alla persone meno fortunate che agli occhi di tutti diventano anonimamente “gli altri”, il basso pulsa nella ritmica in evidenza e la chitarra si fa apprezzano nei solo; in “Pierced Baby” trovano spazio gli assolo invece di batteria e di basso, ma la band si dimostra anche molto compatta e affiatata, tenendo molto bene la scena e divertendo il pubblico, divertendosi. Segue l’esibizione di due band siciliane, d-synth e Alchera; del set dei primi, all’insegna di un electro-rock sfizioso ed elegante, si segnala il riff di basso distorto di “NRG” e l’intro sintetica dell’ottima “viola”. La cifra stilistica della band è in un’estetica elettronica ricercata e chic che punta sull’orecchiabilità del pop, le accelerazioni del rock, la voce sottile e affascinante di Ida Materia per brani convincenti di sicuro impatto che riescono ad esplodere sul palco dell’Arè. Subito dopo, le alchimie delle sperimentazioni sonore degli Alchera si presentano come un esempio di equilibrio e gusto, ma anche una fusione magica e ipnotica di suoni grazie alla farfisa, ai pad elettronici, al basso scuro della corrosiva e magnetica “Dea”, che apre la loro esibizione, e alla spirale della sensuale e accorata “Livido”, irresistibile gioiellino di pathos alternative-rock. Il gruppo coniuga le ombre celate in testi mai banali alle sfumature di arrangiamenti di cristallo e fuoco. Vivace, “colorata” ed eclettica è la musica della Shabadà Orchestra, direttamente da Napoli, che affronta con ironia e icasticità il destino di una generazione di stipendi e sogni precari, quella dell’ “esercito degli ottocento euro al mese” in “Siamo l’esercito”. Efficace e divertente il patchanka della successiva “Gennaro ha ucciso Alibabbà”, imperniata su un ottimo basso, sulla fisarmonica e un sax volutamente “orientaleggiante”.
Poi la vittoria di Erica Mou è stata proclamata dalla giuria, composta da Michele Wad Caporosso (Rolling Stone, Rumore, Radio Popolare, Rockit e tanto altro), Giuseppe Dimiccoli (Gazzetta del Mezzogiorno), Alfonzo Fanizza (Mescalina, CoolClub), Ermal Meta (La Fame di Camilla, vincitori 2008, sotto contratto con la Universal Music), Dado Neri (bassista di artisti come Gianna Nannini, Adriano Celentano, Ornella Vanoni e della band Vitamina, prodotta da Ramazzotti).
A seguire subito dopo un magnifico concerto di Gazzè per il suo Casi Ciclici Sinteti-Tur; le sue canzoni in versione elettronica e sintetica perdono peso e fluttuano nell’etere come una danza leggera e luminescente di note. Sono i sintetizzatori di Megahertz ad accentuare la vocazione sperimentale dei pezzi e a comporre al loro interno atmosfere sospese, talvolta struggenti, altre volte di un’incisività dirompente e sofisticata ad un tempo, che entusiasma sia gli ascoltatori esperti che i divoratori di ritornelli e melodie. La ritmica di Sergio Carnevale sa farsi robusta o lieve a seconda dei casi, mostrando la perizia magistrale di uno dei batteristi storici della sua generazione. Il concerto prende le mosse da due brani dell’ultimo disco di Gazzè, “Tra l’aratro e la radio”, solitamente non eseguiti dal vivo nel tour dell’album: si tratta de “Il mistero della polvere (come in cielo così in terra)” e “Camminando piano”, in cui il groove di basso si diluisce in un tessuto sonoro evanescente e liquido. Segue uno dei singoli più originali di Max Gazzè, “Non era previsto”, brano di punta di “Ognuno fa quello che gli pare?” (2001), una perla di saggezza e disincanto maturo, espressi nelle tipiche forme ironiche dell’artista. Nella setlist non mancano anche altre hit di successo, da “Il timido ubriaco” all’incanto semplice e penetrante di “Vento d’estate”, che scalò le classifiche del 1998 come duetto con Niccolò Fabi. Tra le canzoni più acclamate ed applaudite c’è ovviamente anche “Il solito sesso”, portata a Sanremo 2008: introdotta dall’ormai celebre telefono, la canzone gira attorno alla voce e basso vibrante di Max, nonché alla batteria quasi jazzata di Sergio, ma un tocco essenziale è fornito anche dai synths nella parte più poetica e romantica del brano. In “Annina” sono proprio gli strumenti di sintesi d’altronde a sostituire la seconda linea di basso dell’impetuoso pezzo, a cui segue un divertente dialogo tra Gazzè e il vocoder di Megahertz, protagonista assoluto di una cover dei Kraftwerk, “Computer World”, title-track del loro disco del 1981. Il vocoder assume un ruolo importante anche nell’eterea “L’ultimo cielo”, la cui chiusura è affidata al sapiente basso di Gazzè e ai synths. Strepitosa “La favola di Adamo ed Eva”, impreziosita dal theremin e chiusa da una lunga coda strumentale in cui brillano i virtuosismi di basso, ma anche una grande performance di Carnevale e i sintetizzatori che emulano il suono della chitarra. Il brano sfocia in una splendida versione di “Ain’t No Sunshine”, grande successo del 1971 di Bill Withers, reinterpretata da tantissimi colleghi, da Leonard Cohen a Sting: la canzone si sviluppa tra un piano da brividi, crescendo ottimi e una pausa blues solo voce, in cui Gazzé, che si dimostra in questo live una volta in più musicista di primo livello, è anche autore di una prestazione vocale notevole. Toccante è infine la drammaticità leggera e lancinante insieme de “L’uomo più furbo”, che conclude l’esibizione del trio Gazzè-Megaherz-Carnevale: malinconici risuonano i momenti strumentali ricamati dai synths, ironicamente cantato in versione lirica il verso più spietato della canzone (quel “rinuncia al suo amore di sempre
che non potrà mai scordare”), all’insegna del theremin il finale. Un valore aggiunto del concerto è proprio l’affabilità intelligente di Max, che domina il palco e il suo pubblico con un sorriso sornione e la voglia di spendersi per la sua platea. Fino all’ultima nota.
Setlist di Max Gazzè:
IL MISTERO DELLA POLVERE
CAMMINANDO PIANO
NON ERA PREVISTO
IL TIMIDO UBRIACO
RADUNI OVALI
VENTO D’ESTATE
L’ULTIMO CIELO
IL SOLITO SESSO
ANNINA
UNA MUSICA PUO’ FARE
COMPUTER WORLD
LA FAVOLA DI ADAMO ED EVA
L’UOMO PIU’ FURBO
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Annunciata la giuria della finale del 27 giugno
giu 22, 2009 Comunicati
Proseguono i preparativi per la finale dell’Arè Rock Festival, concorso nazionale per band emergenti di ogni genere musicale organizzato da Europa Giovane a Barletta. La manifestazione, giunta alla sua terza edizione, prevede anche quest’anno un grande evento gratuito, con l’esibizione delle 6 band finaliste e un concerto di Max Gazzè, che si presenterà in trio con Megahertz (già al fianco di Morgan soprattutto,ma anche musicista de La Sintesi e di Lele Battista, di Giuni Russo, DB Boulevard, I Cosi) al theremin e sintetizzatori e Sergio Carnevale (Bluvertigo, Baustelle) alla batteria. La finale è in programma sabato 27 giugno a partire dalle ore 20:30 presso il piazzale della Lega Navale a Barletta. Presenterà Mariella Dibenedetto.
La giuria che decreterà il vincitore dell’edizione 2009, che si aggiudicherà il premio di 2000 euro e un’esibizione in Inghilterra presso gli studi del programma Radio Sophia, sarà composta, in ordine alfabetico, da: Michele “Wad” Caporosso, collaboratore di riviste musicali come Rolling Stone e Rumore, del sito Style.it di Vanity Fair, conduttore di Radio Popolare Network e del canale 720 di Sky, event producer e redattore di Rockit; Giuseppe Dimiccoli, giornalista della Gazzetta del Mezzogiorno; Alfonso Fanizza, critico musicale della la rivista online di musica e cultura Mescalina.it, che fa parte dei media partner 2009 del festival; Ermal Meta, cantante e chitarrista della Fame di Camilla, gruppo vincitore dell’edizione 2008 dell’Arè Rock Festival, attualmente in alta rotazione in radio e in tv su canali musicali nazionali come All Music, Deejay Tv, Video Italia e MatchMusic con il singolo e il video di “Storia di una favola”, pubblicato dalla Universal Music e dalla Emi Music Publishing; Dado Neri, bassista di artisti come Gianna Nannini, Adriano Celentano (con cui ha suonato anche per la trasmissione di Rai Uno “Rockpolitik”), Ornella Vanoni, ma anche della band Vitamina, prodotta da Eros Ramazzotti. Coordinerà il lavoro dei giurati Jole Silvia Imbornone, giornalista di Musicalnews.com, media partner della manifestazione fin dalla prima edizione, e di Mescalina.it, nonché ufficio stampa del festival.
Ma veniamo ai protagonisti della serata: si spazierà dall’alternative rock inquieto dei synths e delle chitarre degli Alchera (Augusta, SR) all’electro-rock coinvolgente, grintoso e fascinoso dei D-Synth (Barcellona Pozzo di Gotto, ME), dal cantautorato pop-rock delicato ed emozionante della giovane Erica Mou (Bisceglie) al rock viscerale tra ballate e distorsioni psichedeliche dei solidissimi One Way Ticket (Bari), dal carisma travolgente del rock dei Perfect Picture (Bari), con sprazzi di hair-metal e funky allo ska-folk divertente e intelligente della Shabadà Orchestra (Napoli), che mescola impegno e ironia. Seguirà un atteso concerto di Max Gazzè, impegnato nel nuovo “Casi ciclici Sinteti-Tur”, in cui riproporrà in una veste nuova, fresca e irresistibile, i successi del passato, ma anche brani meno noti da riscoprire e ancora nuovi pezzi in anteprima, che saranno pubblicati nel prossimo album.
Il festival è partito nel mese di dicembre raccogliendo 140 iscrizioni da tutta Italia ed è proseguito con 10 serate di selezioni live che hanno coinvolto ben 27 band, tra cui una giuria composta da musicisti, giornalisti ed esperti del settore ha selezionato i sei finalisti. Tra questi ultimi, ai cremonesi SHW, impossibilitati a partecipare all’evento per motivi professionali, sono subentrati i baresi Perfect Picture.
Mediapartner dell’edizione 2009 del concorso sono appunto il programma Radio Sophia dell’artista di origini italiane Emilia Telese, che su Radio Reverb in Inghilterra sta trasmettendo le canzoni delle 27 band del festival, Musicalnews.com, quinto portale musicale italiano, che ha seguito anche quest’anno ogni singola serata del festival, il primo mensile gratuito di musica e concerti nato in Italia, MusicClub, l’interessante sito di informazione musicale MusicBoom.it, la webzine di musica, teatro, libri e cultura SaltinAria.it, la rivista online di musica e cultura Mescalina.it, che sta recensendo alcuni dei migliori gruppi dell’edizione 2009 e Italianissima.net – canzoni per sognare, poesie in musica, visitatissimo sito dedicato alla Musica Italiana. Ampia visibilità alle notizie sul concorso inoltre è fornita fin dalla prima edizione dalla Gazzetta del Mezzogiorno.
Le biografie di tutti i protagonisti della finalissima
Alchera
Formatasi nel 95, dopo anni alla ricerca della formazione ideale, hanno dato vita al loro primo EP, “Manipolazione”(2001), che è riuscito a raggiungere quota 600 copie grazie ad un efficace tour, che ha compreso diverse importanti rassegne (Arezzo Wave 02, Stonature III). Di maggio 2003 è il loro secondo lavoro in studio, “Acardìa” (900 copie), dieci tracce alcune delle quali registrano la presenza di Pasqualino degli Archinuè (Sanremo2002) e Tyson Patania, già impegnato al fianco di Mau Mau, Persiana Jones, Manu Chao e Roy Paci. Nel 2004 la band, dopo aver sbancato il festival “Suoni dal Sud” come “migliore band siciliana”, approda alla finale nazionale del “M.E.I.fest” tenutasi a Verona. Inoltre, selezionati su oltre 8000 gruppi, hanno fatto parte del cast dell’ i-TIM Tour (con ospiti come Jamiroquai, Velvet, Litfiba, Delta V) 2003 e 2004 trasmesso su RockTV, che ha ospitato la band durante la trasmissione “database”. Da segnalare la partecipazione al “Lotus Tour”, dedicato ai migliori gruppi emergenti, con una data al al C-side di Milano (ex Propaganda) al fianco di Moltheni. Il 2006 ha visto la partecipazione alle finali regionali per il concerto del 1° Maggio di Roma, Music Village 2006 di Simeri (Cz), all’Etnasoundfest come supporter dei Meganoidi (2006), di Vallanzaska (2007), di Marta sui Tubi (2008) con circa 2500 spettatori ogni anno. Il 2007 segna la svolta “tecnologica” del gruppo che introduce l’utilizzo di sintetizzatori ed elettronica, dando vita a sonorità più acide e contorte. Sempre nel 2007 il gruppo fa da supporter a Simone Cristicchi per il concerto del 1° Maggio a Ragusa e partecipa all’Indie Concept 2007 della Chiave di Ct. Mario Riso (RockTv) li vuole nel cast del Rezophonic Tour per la data al Krossower di Scordia. Il 2008 è l’anno del ritorno in studio, la band è infatti al lavoro sul loro terzo album che si appresta a raccogliere le sonorità della nuova line-up. Nell’estate 08 Partecipano al Rokketta Festival con Paolo Benvegnù e Joe dei La Crus. Sono stati selezionati inoltre per le finali nazionali del Festival degli interpreti Alternativersion che li ha visti classificarsi al 3° posto dopo una selezione nazionale di circa 300 band.
Formazione:
Alessio – voce e sintetizzatore
Barabba – basso e farfisa
Sergio1 – elettronica
Sergio2 – batteria
Kiodo – chitarra
D-Synth
I d-synth nascono nel dicembre del 2005, dall’incontro della vecchia formazione 2003 con Ida, la nuova voce del gruppo. Si esibiscono in diversi pub e piazze portando in giro un ampio repertorio dalle mille sfumature, dal momento che varia da cover di gruppi come Guns’n’Roses, Scorpions e Metallica ad altre di Subsonica, Skunk Anansie e Muse, solo per citare alcune delle idee e delle sonorità caratterizzanti il loro nascente sound electro-rock. Nel 2006 la band partecipa alla prima e alla seconda Notte Bianca di Milazzo e a diverse rassegne musicali, riscuotendo puntualmente ampi consensi da parte del pubblico. Tra i loro concerti, la “Giornata dell’ arte” della città di Messina; sono stati inoltre il gruppo scelto per presentare la prima festa Heineken nella provincia di Messina. E’ in queste ultime occasioni che il gruppo cresce, cerca nuovi sbocchi musicali e decide di abbandonare le cover alla ricerca di un proprio stile, sviluppando una nuova consapevolezza del loro modo di fare musica nuova, con idee nuove, influenze nuove. I componenti iniziano quasi subito a manifestare una certa tendenza all’ elettronica, dovuta alle loro diverse influenze, mantenendo comunque una sana fedeltà al rock energico ma instaurando una “solida amicizia” coi synth. Abbandonato il primo nome “orwelliano” di Dystopia, ha così inizio il progetto d-synth: una nuova concezione della realtà, non più criticamente negativa e materialista, non più degradata ma “sintetizzata”, come in una dimensione parallela digitalizzata, meccanizzata, sintetica. Dal Novembre 2006 iniziano i lavori in studio, da cui verranno fuori le prime “forme di vita musicale” dei d-synth. Nell’agosto 2008 nasce la collaborazione con la Groove Records di Terni, che dà il via ad un lungo periodo di rivisitazione dei propri brani da parte dei d-synth e che, nel novembre scorso, porta i cinque proprio negli studi di registrazione della casa di produzione umbra, all’interno dei quali i brani raggiungono piena maturazione (grazie anche all’aiuto degli arrangiatori e coordinatori tecnici P. Paolini e G. DeRosa) e diventano le 10 tracce del primo album del gruppo: “viola”. In concomitanza con l’uscita ufficiale dell’album, il 4 Gennaio scorso, i d-synth hanno presentato il prodotto della loro attività al pubblico, in un evento live organizzato in Piazza Duomo a Barcellona P.G., sostenuto dall’Amministrazione Comunale.
Formazione:
Ida Materia – voce
Aurelio Calamuneri – chitarra elettrica
Milo Isgrò – batteria
Manlio Rotella – tastiere
Carmelo Pirri – basso.
Erica Mou
Erica Musci, in arte Erica Mou, è nata il 6 aprile 1990. Studia canto dall’età di 5 anni e chitarra da 11. Il suo primo gruppo, Ombre Anomale, con cui ha partecipato a numerosi concorsi ed eventi musicali, risale al 2005. Dalla fine del 2007 si esibisce come solista presentando inediti di propria composizione. Nel 2008 ha vinto il Liri Festival, è stata tra i protagonisti del DVD Roxy Bar num.32, ha vinto il concorso Canzone Italiana d’Autore di Isernia, il Garofano D’oro 2008, il premio speciale Vitamine Controradio, il trofeo “Miti della Musica” Volkswagen (MotorShow, Bologna) e il premio per il miglior testo del Premio Augusto Daolio a Sulmona. A Musicultura 2009 ha vinto il premio Microfono Sisme. Erica è inoltre risultata vincitrice del concorso “L’artista che non c’era” 2009.
One Way Ticket
Gli One Way Ticket nascono nel 2003, anno del primo demo omonimo in lingua inglese, a cui è seguito nel 2004 “Four”. Alle edizioni 2003 e 2004 del Controfestival di Controradio hanno registrato un live unplugged; nel 2006 è uscito il primo cd ufficiale con l’etichetta Ululati dall’Underground, “Fase di decollo”, frutto della svolta del 2005 a favore di brani in italiano. Tanti i concerti di questi anni (50 solo nel 2005); tra questi ricordiamo la finale del Tim Tour 2003 (grazie al quale approdano su Rock Tv), del festival Three Days of Peace and Music di Policastro (Sa) e di Arezzo Wave 2006; hanno partecipato a Suoni dal Sud 2004, aggiudicandosi il premio per il miglior brano originale, e vinto l’edizione 2005, aprendo il concerto degli Almamegretta. Finalisti all’ Ostuni Rock Festival 2005, hanno ricevuto ampi consensi dai giurati Valter Vincenti (Musicista e produttore di Amalia Grè, Gatto Panceri etc..), Andrea Innesto e Diego Spagnoli (stage Manager di Vasco Rossi). Del 2006 è l’esibizione al Roxy Bar di Bologna, ospiti di Red Ronnie per il casting de “I Miti della Musica”, mentre nel 2007 gli OWT partecipano, tra i tanti live, all’ UDE Woodstock Festival con i SuperElasticBubblePlastic,
e alla U.d.U. Night a Bologna, e sostituiscono i Verdena come ospiti al “Sulmona Rock Festival” insieme a Enrico Capuano e ai Marta sui Tubi. Tra i concerti del 2008, quelli alla Biennale dei Giovani artisti dell’Europa e del Mediterraneo, il MarteLive 2008, ancora l’ UDE Woodstock Festival con i Folkabbestia e il Sileno South Contest con ospite Niccolo’ Fabi. Nel dicembre dello stesso anno concludono le registrazioni del loro primo album “full-lenght”, “Ora et Implora”, che racchiude il lavoro degli ultimi 5 anni della band. Dal 2003 al 2008 gli OWT hanno inoltre partecipato alle dirette radiofoniche del Controfestival presso il Teatro Kismet di Bari, organizzato dall’emittente barese Controradio e da Radio Popolare. A febbraio 2009 vengono convocati da Michael Pergolani e Renato Marengo per una puntata di “Demo” interamente dedicata a loro su Radio Rai 1, presso i cui studi hanno anche registrato un concerto acustico che sarà trasmesso per “Demo in concert” il 17 luglio. Sono inoltre i dieci finalisti italiani per lo Sziget Festival.
Formazione:
Maurizio Maremonti – Voce, chitarra elettrica
Giorgio Visimberga – Chitarra elettrica
Marcello Magro – Basso, seconda voce
Mimmo Ferri – Tastiere, Synth
Guido Lioi – Batteria
Perfect Picture
Nati nel 2000 come progetto Prog-Rock 70’s, si sono evoluti nel corso degli anni fino alla maturazione attuale che li vede proporre un sound molto personale, dominato da sonorità rock, ammiccando ad influenze più funk e con sperimentazioni sonore che spaziano veramente in ogni direzione. Del 2002 è il demo “Welcome to…SEX TOWN”, che ha ricevuto un’ottima accoglienza sul web, sulle fanzines, sulla carta stampata (Speciale Glam Italia, Metal Hammer 07/03; RockHard 06/06), in radio, in TV (Unplugged live per TeleBari) e ovviamente dal vivo. Nello stesso periodo il gruppo ha l’occasione di aprire i concerti di band come Heldrich, White Skull, Heimdall e altri. Nel 2004 la band partecipa al concorso Emergenza Rock Festival che li vede uscire vittoriosi sia dalle fasi provinciali che da quelle regionali per poi conquistare la terza piazza alle finali nazionali. Vincono il premio come miglior bassista alla finale regionale e miglior batterista alla finale nazionale, strappando anche il premio della giuria popolare all’Emergenza acoustic showcase. Nel 2004 arriva anche la seconda demo “Kidz’r Back” che accresce ancora di più la notorietà dei Perfect Picture nel panorama underground italiano. Nel 2006 arriva l’esperienza più importante per la band. Vengono infatti selezionati per prendere parte al 10° anniversario del Gods of Metal e hanno l’opportunità di suonare con band del calibro di Guns ‘N’ Roses, Def Leppard, Whitesnake, Korn, Mötörhead, Strana Officina e tanti tanti altri. All’inizio del 2009, dopo mesi di lavoro, pubblicano il loro ultimo lavoro, “Next World”.
Formazione:
Rachel O’ Neill – voce
Niko Loseto – chitarre
Davide Pepe – basso
Marco Ninni – batteria
Shabadà Orchestra
Il progetto Shabadà Orchestra nasce nell’estate del 2008 da un’idea di Marino Alaimo (chitarra e voce, già nel gruppo punk Punkina, negli Ambulance e bassista della band hip hop Systemania), Armando Penta (fisarmonica, già collaboratore di un progetto acustico degli stessi Punkina) e Roberto De Simone (basso, già anche lui nei Punkina, poi nel gruppo post-rock bolognese Burn Berlin Burn). Alla band da subito si uniscono Luca Mele (Sax, formatosi presso il conservatorio Niccolò Piccinni di Bari e presso quello di San Pietro a Maiella di Napoli) e Lucio Castracani (batteria e percussioni, già nei Target e nei Pipers). Dalla fusione dei gusti musicali dei componenti nascono sonorità che vanno dal rock steady al klets, dal folk allo ska il tutto con forti influenze derivanti dalle nuove tendenze musicali del Sud America e mescolato con elementi tipici dell’ironia compositiva di Carosone, cui la band tributa omaggio con alcune cover durante le performance live. I testi, senza pretese cantautorali, affrontano spesso in chiave ironica gli elementi comportamentali e sociali del contesto partenopeo e, giocando su alcuni luoghi comuni, riescono, fusi con la musica, a creare le giuste suggestioni. Gli Shabadà, nonostante la breve esistenza, hanno già undici composizioni al loro attivo e stanno lavorando ad un progetto discografico autoprodotto. Dall’agosto al dicembre del 2008 sono inoltre varie le apparizioni live della band, come quelle al Nazca Club (settembre 2008) di Pozzuoli, a Telethon 2008 (dicembre 2008) a Napoli, presso l’associazione culturale Doria 83 di Napoli e nell’ambito della manifestazione di solidarietà per lo scrittore Roberto Saviano tenutasi a Napoli e diffusa in streaming in tutta Italia “Io sono Saviano”. Il gruppo ha poi partecipato nel 2009 alla finale regionale del concorso 1° Maggio tutto l’anno, alle selezioni dello Sziget Festival e della rassegna partenopea Giovani Suoni, e sarà tra i finalisti dell’Ardore Music Festival di Ardore Marina (Rc) e dell’Atellana Festival di Succivo (Ce).
Formazione:
Marino Alaimo – chitarra e voce
Armando Penta – fisarmonica
Roberto De Simone – basso
Luca Mele – sax
Lucio Castracani – batteria e percussioni.
Biografia ufficiale di Max Gazzè
Max Gazzè, cantante, bassista e compositore, nasce a Roma, ma sarà in Belgio a Bruxelles il luogo dove andrà a studiare musica e dove inizierà la sua storia di musicista.
Dal 1985 al 1990 è bassista, arrangiatore e coautore dei 4 Play 4, formazione inglese di Northern Soul dalle escursioni pionieristiche nell’Acid Jazz. Con il gruppo si trasferisce nel sud della Francia dove lavora anche come produttore artistico (Pyramid, Tiziana Kutich).
Rientrato a Roma nel 1991 Max si dedica alla sperimentazione e alla composizione di colonne sonore.
Nel 1996 esce il primo album, “CONTRO UN’ONDA DEL MARE”, pubblicato da VIRGIN Music che sarà presentato in versione acustica nel tour di Franco Battiato. L’album che vanta una notevole diversita’ di climi musicali e originalità nella stesura dei testi, si fa presto notare dalla critica.
Nel 1998 Max partecipa all’album di tributo a Robert Wyatt “The Different You” con il brano “Oh Caroline” e alla fine dell’anno esce il suo secondo album, “LA FAVOLA DI ADAMO ED EVA” (VIRGIN Music) anticipato da “Cara Valentina” e “Vento d’estate” cantato con Niccolò Fabi che diventa il “disco per l’Estate” del 1998. L’album vede la partecipazione di Mao in “Colloquium vitae” e di Lucio Morelli in “Nel verde”. Di forte impatto le strumentazioni del disco, basate sulla semplicità dell’interazione tra la chitarra acustica, il basso e la batteria. I testi lineari ma allo stesso tempo ricchi e pieni díinventiva, profondi, ricercati ma in fondo semplici, sono scritti da Max in collaborazione con il fratello Francesco.
“La favola di Adamo ed Eva” Max suscita l’interesse del prestigioso Premio Tenco che invita Max Gazzè a partecipare all’edizione 1998.
E’ il 1999 l’anno in cui Max affronta per la prima volta il Festival di Sanremo partecipando nella “Sezione Giovani” dove presenta “UNA MUSICA PUO’ FARE”. Il riconoscimento del pubblico è grande e Max può riscontrarlo durante il Tour che parte dopo il Festival.
Nel 2000 Max ritorna al Festival di Sanremo nella sezione Big e presenta “IL TIMIDO UBRIACO” e il 13 marzo esce l’album “GADZILLA” dove la ricerca musicale e letteraria di Max continua e dove si riafferma il suo grande amore per la poesia. “L’elemosina” è la traduzione di una poesia di Stephane Mallarmè, poeta citato anche nel brano “Su un ciliegio esterno”. Altrove vengono riscoperti i poeti dell’Arcadia.
Nell’ottobre 2001 esce “OGNUNO FA QUELLO CHE GLI PARE” (Virgin Mus.)
Un album emozionante, che svela un autore più sicuro e complesso, un affabulatore coraggioso che nella creazione musicale, non esita a trarre ispirazione da una coloratissima varietà di fonti, pur riuscendo a conservare la consueta freschezza d’invenzione. La tensione, il conflitto, la contrapposizione sono il filo conduttore che attraversa un succedersi di canzoni spesso diverse tra loro per impostazione melodica e atmosfere strumentali. I contrasti attraggono Max Gazze’. I contrasti armonici, di colore, o i contrasti tematici, sociali o di coppia. L’album vive di queste tensioni. La varietà di soluzioni sonore che caratterizza “Ognuno fa quello che gli pare”, è frutto anche di numerose collaborazioni: le scopriamo nel country divertito de “Il debole fra i due” cantato con Paola Turci o ne “Il motore degli eventi” in duetto con Carmen Consoli. Nella co-produzione con Francesco Magnelli (CSI) per i brani “Non era previsto” e “Niente di nuovo”. E ancora, “Il dolce della vita”, realizzato a Parigi insieme a Stephan Eicher, e “Niente di nuovo”, registrato live con i musicisti che accompagnano solitamente Ginevra di Marco. Anche per questo disco Max ha scritto i testi in collaborazione con il fratello Francesco.
Gli anni tra il 2001 e il 2003 sono caratterizzati da un’intensa attività live e dalla collaborazione sempre più stretta con Stephan Eicher, autore e interprete di primissimo piano nel panorama musicale europeo degli ultimi vent’anni.
Nel 2003 Eicher pubblica il suo nuovo album “Taxi Europa” la cui title track è scritta ed interpretata da Max e Stephan (con loro canta anche Herbert Groenemeyer, l’artista tedesco più famoso). I due cantano insieme anche “Cendrillon après Minuit” (“Cenerentola a mezzanotte”) brano per il quale Max cura anche l’adattamento in italiano. Max è anche bassista nelle registrazioni dell’album e nel tour europeo che ne seguirà.
Nell’aprile 2004 esce l’album “UN GIORNO” (Virgin Mus.)
Un lavoro con una forte impronta live, che risente molto degli incontri musicali di Max negli ultimi due anni. Il suono è puro e senza sovrincisioni, caratterizzato dalla strumentazione vintage con il quale è riprodotto. Da un punto di vista testuale, qui la proverbiale ironia Max lascia spesso il passo al sarcasmo, mentre sono poche le storie narrate in favore di una poetica del frammento, della descrizione di immagini e degli stati d’animo. Testi scanzonati e canzonatori, che tornano a rimbrottare sulla vacuità del presente col sorriso sulle labbra.
Il 17 giugno 2005, EMI Music pubblica “MAX GAZZE’ – Raduni 1995-2005″, una raccolta di 26 brani editi tratti dai 5 album precedenti più 4 inediti e il 2006 è interamente dedicato ai concerti dove Max sarà accompagnato da ‘La camera migliore’.
Nel 2007 parte il progetto live con Paola Turci e Marina Rei e quelli che dovevano essere una serie limitata di concerti diventano un vero e proprio Tour chiamato “Di comune accordo”.
Febbraio 2008 – Max Gazzè torna al Festival di Sanremo nella Sezione Big, con il brano “Il solito sesso”. La canzone riscuote un grandissimo successo radiofonico ed è la più scaricata su I-tunes.
Marzo 2008 – esce l’album “TRA L’ARATRO E LA RADIO” seguito da un tour che attraversa tutta l’Italia riscuotendo un grande gradimento del pubblico.
Marzo 2009 – parte il progetto CASI CICLICI “concept live elettro-acustico” nei teatri.
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