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	<title>Arè Rock Festival &#187; Alchera</title>
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	<description>Concorso nazionale per band emergenti</description>
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		<title>Il fascino discreto della musica di qualità: la finale dell’Arè Rock Festival 2009 con ospite Max Gazzè</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Jul 2009 14:26:53 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sabato 27 giugno eleganza e classe travolgente hanno contraddistinto sia i progetti musicali dei sei finalisti del concorso (Erica Mou, One Way Ticket, Perfect Picture, d-synth, Alchera, Shabadà Orchestra) che il magistrale concerto di Gazzè in trio 
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Recensione di Ambrosia J.S. Imbornone<br />
Musicalnews.com <a href="http://www.musicalnews.com/articolo.php?codice=17631&#038;sz=2">http://www.musicalnews.com/articolo.php?codice=17631&#038;sz=2</a></p>
<p>Una cornice spettacolare, quella del Fossato del Castello Svevo di Barletta, sede dei grandi eventi della città, neo-provincia con Andria e Trani; un concorso, l’Arè Rock Festival, organizzato dall’associazione Europa Giovane, che è limpida vetrina per la musica emergente nazionale e soprattutto per le tante eccellenze nascoste in un sud che troppo spesso non usufruisce degli stessi riflettori che illuminano le piccole come le grande band settentrionali, ma pullula di band originali e meritevoli di un futuro più che luminoso; un ospite, Max Gazzè, che è un esempio di passione per la musica umile e laboriosa, lontano dai divismi isterici e sterili di presunte star che centellinano le loro apparizioni e amplificano mediaticamente numeri e successi. Nonché un modello, ovviamente, di talento sperimentale, pronto a rimescolare le note e a misurarsi con nuove sfide per non sedersi mai sugli allori, ma presentare vivide e lucenti le perle della sua discografia. Un luogo, una manifestazione, un ospite d’onore per una finalissima che lo scorso 27 giugno è stata celebrata da un pubblico inaspettato e soddisfatto, in una splendida serata ricca dei differenti colori di un univoco successo. La palma della vittoria per il 2009, in una serata presentata anche quest’anno da Mariella Dibenedetto, è andata alla giovane cantautrice biscegliese Erica Mou, prima a calcare il maestoso palco su due livelli del concorso aperto agli emergenti di ogni genere musicale: accompagnata solo dalla sua chitarra e dalla loop machine, ha conquistato il pubblico per la delicatezza delle atmosfere dei suoi brani, impregnati di lirismo, sorprendentemente maturi e raffinati per un’artista appena diciannovenne. La sua voce è sicura e decisa, soprattutto nella fascinosa e quasi provocatoria “Lame”, ma soprattutto è modulata con un impeto invidiabile che carica di potere emozionale ogni parola e ogni nota: Erica possiede sicuramente vero talento e una volta in più l’Arè ha individuato un progetto di grande valore che ha sicuramente prospettive di sviluppo e successo davanti a sé.<br />
Gli One Way Ticket elettrizzano subito dopo il pubblico con la sferzata di energia di “Ora et implora”, una corrente entusiasmante di rock che riesce a scuotere, sedurre e catturare grazie ad un ritmo irresistibile e alla brillante performance vocale di Maurizio Maremonti; “Quello che resta” invece rallenta il tempo per una ballad malinconica e struggente che si accende in mirabili cambi di ritmi. L’esibizione della band ancora una volta brilla per qualità e vibra per tensione e carica travolgente. Subito dopo, è la volta dei Perfect Picture, capitanati da Rachel O’Neill, autentico “animale da palcoscenico”; le loro canzoni appaiono articolate e grintose: in “The Others”, dedicata alla persone meno fortunate che agli occhi di tutti diventano anonimamente “gli altri”, il basso pulsa nella ritmica in evidenza e la chitarra si fa apprezzano nei solo; in “Pierced Baby” trovano spazio gli assolo invece di batteria e di basso, ma la band si dimostra anche molto compatta e affiatata, tenendo molto bene la scena e divertendo il pubblico, divertendosi. Segue l’esibizione di due band siciliane, d-synth e Alchera; del set dei primi, all’insegna di un electro-rock sfizioso ed elegante, si segnala il riff di basso distorto di “NRG” e l’intro sintetica dell’ottima “viola”. La cifra stilistica della band è in un’estetica elettronica ricercata e chic che punta sull’orecchiabilità del pop, le accelerazioni del rock, la voce sottile e affascinante di Ida Materia per brani convincenti di sicuro impatto che riescono ad esplodere sul palco dell’Arè. Subito dopo, le alchimie delle sperimentazioni sonore degli Alchera si presentano come un esempio di equilibrio e gusto, ma anche una fusione magica e ipnotica di suoni grazie alla farfisa, ai pad elettronici, al basso scuro della corrosiva e magnetica “Dea”, che apre la loro esibizione, e alla spirale della sensuale e accorata “Livido”, irresistibile gioiellino di pathos alternative-rock. Il gruppo coniuga le ombre celate in testi mai banali alle sfumature di arrangiamenti di cristallo e fuoco. Vivace, “colorata” ed eclettica è la musica della Shabadà Orchestra, direttamente da Napoli, che affronta con ironia e icasticità il destino di una generazione di stipendi e sogni precari, quella dell’ “esercito degli ottocento euro al mese” in “Siamo l’esercito”. Efficace e divertente il patchanka della successiva “Gennaro ha ucciso Alibabbà”, imperniata su un ottimo basso, sulla fisarmonica e un sax volutamente “orientaleggiante”.<br />
Poi la vittoria di Erica Mou è stata proclamata dalla giuria, composta da Michele Wad Caporosso (Rolling Stone, Rumore, Radio Popolare, Rockit e tanto altro), Giuseppe Dimiccoli (Gazzetta del Mezzogiorno), Alfonzo Fanizza (Mescalina, CoolClub), Ermal Meta (La Fame di Camilla, vincitori 2008, sotto contratto con la Universal Music), Dado Neri (bassista di artisti come Gianna Nannini, Adriano Celentano, Ornella Vanoni e della band Vitamina, prodotta da Ramazzotti). </p>
<p>A seguire subito dopo un magnifico concerto di Gazzè per il suo Casi Ciclici Sinteti-Tur; le sue canzoni in versione elettronica e sintetica perdono peso e fluttuano nell’etere come una danza leggera e luminescente di note. Sono i sintetizzatori di Megahertz ad accentuare la vocazione sperimentale dei pezzi e a comporre al loro interno atmosfere sospese, talvolta struggenti, altre volte di un’incisività dirompente e sofisticata ad un tempo, che entusiasma sia gli ascoltatori esperti che i divoratori di ritornelli e melodie. La ritmica di Sergio Carnevale sa farsi robusta o lieve a seconda dei casi, mostrando la perizia magistrale di uno dei batteristi storici della sua generazione. Il concerto prende le mosse da due brani dell’ultimo disco di Gazzè, “Tra l’aratro e la radio”, solitamente non eseguiti dal vivo nel tour dell’album: si tratta de “Il mistero della polvere (come in cielo così in terra)” e “Camminando piano”, in cui il groove di basso si diluisce in un tessuto sonoro evanescente e liquido. Segue uno dei singoli più originali di Max Gazzè, “Non era previsto”, brano di punta di “Ognuno fa quello che gli pare?” (2001), una perla di saggezza e disincanto maturo, espressi nelle tipiche forme ironiche dell’artista. Nella setlist non mancano anche altre hit di successo, da “Il timido ubriaco” all’incanto semplice e penetrante di “Vento d’estate”, che scalò le classifiche del 1998 come duetto con Niccolò Fabi. Tra le canzoni più acclamate ed applaudite c’è ovviamente anche “Il solito sesso”, portata a Sanremo 2008: introdotta dall’ormai celebre telefono, la canzone gira attorno alla voce e basso vibrante di Max, nonché alla batteria quasi jazzata di Sergio, ma un tocco essenziale è fornito anche dai synths nella parte più poetica e romantica del brano. In “Annina” sono proprio gli strumenti di sintesi d’altronde a sostituire la seconda linea di basso dell’impetuoso pezzo, a cui segue un divertente dialogo tra Gazzè e il vocoder di Megahertz, protagonista assoluto di una cover dei Kraftwerk, “Computer World”, title-track del loro disco del 1981. Il vocoder assume un ruolo importante anche nell’eterea “L’ultimo cielo”, la cui chiusura è affidata al sapiente basso di Gazzè e ai synths. Strepitosa “La favola di Adamo ed Eva”, impreziosita dal theremin e chiusa da una lunga coda strumentale in cui brillano i virtuosismi di basso, ma anche una grande performance di Carnevale e i sintetizzatori che emulano il suono della chitarra. Il brano sfocia in una splendida versione di “Ain’t No Sunshine”, grande successo del 1971 di Bill Withers, reinterpretata da tantissimi colleghi, da Leonard Cohen a Sting: la canzone si sviluppa tra un piano da brividi, crescendo ottimi e una pausa blues solo voce, in cui Gazzé, che si dimostra in questo live una volta in più musicista di primo livello, è anche autore di una prestazione vocale notevole. Toccante è infine la drammaticità leggera e lancinante insieme de “L’uomo più furbo”, che conclude l’esibizione del trio Gazzè-Megaherz-Carnevale: malinconici risuonano i momenti strumentali ricamati dai synths, ironicamente cantato in versione lirica il verso più spietato della canzone (quel “rinuncia al suo amore di sempre<br />
che non potrà mai scordare”), all’insegna del theremin il finale. Un valore aggiunto del concerto è proprio l’affabilità intelligente di Max, che domina il palco e il suo pubblico con un sorriso sornione e la voglia di spendersi per la sua platea. Fino all’ultima nota. </p>
<p>Setlist di Max Gazzè:<br />
IL MISTERO DELLA POLVERE<br />
CAMMINANDO PIANO<br />
NON ERA PREVISTO<br />
IL TIMIDO UBRIACO<br />
RADUNI OVALI<br />
VENTO D’ESTATE<br />
L’ULTIMO CIELO<br />
IL SOLITO SESSO<br />
ANNINA<br />
UNA MUSICA PUO’ FARE<br />
COMPUTER WORLD<br />
LA FAVOLA DI ADAMO ED EVA<br />
L’UOMO PIU’ FURBO</p>
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		<title>La vittoria di Erica Mou, il concerto di Gazze’, presenze record!</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Jun 2009 14:19:13 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Grande successo di pubblico quello dell’Are’ Rock Festival 2009: il concorso nazionale per emergenti, aperto a tutti i generi musicali e organizzato dall’associazione culturale Europa Giovane, ha registrato ieri un numero di presenze record al Fossato del Castello Svevo a Barletta per la finalissima della terza edizione. Oltre 5000 persone hanno applaudito uno strepitoso concerto di Max Gazze’ per il “Casi Ciclici Sinteti-Tur”, ma anche accolto con grande entusiasmo le sei band in gara, selezionate dalla giuria delle qualificazioni live tra 27 gruppi provenienti da tutt’Italia. In un concerto che si è distinto per rigore e qualità tecnica, per affiatamento dei musicisti e per la grande intensità delle interpretazioni si sono così alternati sul palco Erica Mou (Rock Cantautorale, Bisceglie, BAT), One Way Ticket (Rock, Bari), Perfect Picture (Rock, Bari), D-Synth (Elettro-rock, Barcellona Pozzo di Gotto, ME), Alchera (Rock, Augusta, SR) e Shabadà Orchestra (Meridional Ska Folk, Napoli). A giudicare i sei finalisti del 2009, in una serata patrocinata e sponsorizzata dal Comune di Barletta, sono stati in ordine alfabetico: Michele “Wad” Caporosso, collaboratore di riviste musicali come Rolling Stone e Rumore, conduttore di Radio Popolare Network, che dedichera’ al festival un preziosissimo speciale con le esibizioni live dei gruppi il prossimo 3 luglio dalle 21 alle 22:30, e del canale 720 di Sky, event producer e redattore di Rockit;  Giuseppe Dimiccoli, giornalista della Gazzetta del Mezzogiorno; Alfonso Fanizza, critico musicale della la rivista online di musica e cultura Mescalina.it, che fa parte dei media partner 2009 del festival; Ermal Meta, cantante e chitarrista della Fame di Camilla, gruppo vincitore dell’edizione 2008 dell’Are’ Rock Festival, attualmente in alta rotazione in radio e in tv sui canali musicali nazionali con il singolo e il video di “Storia di una favola”, pubblicato dalla Universal Music e dalla Emi Music Publishing; Dado Neri, bassista di artisti come Gianna Nannini, Adriano Celentano (con cui ha suonato anche per la trasmissione di Rai Uno “Rockpolitik”), Ornella Vanoni, ma anche della band Vitamina, prodotta da Eros Ramazzotti. Il verdetto della giuria tecnica è stato nettamente a favore di Erica Mou per le potenzialità e i notevoli margini di crescita manifestati dal suo progetto: come gia’ evidenziato nella serata delle selezioni live presso il pub “I Bucanieri”, anche ieri, pur su di un palco ben diverso da affrontare, la giovanissima cantante biscegliese, che ha solo 19 anni, ha mostrato un chiaro carisma nello stile interpretativo ed ha colpito il pubblico per la grande maturità evidenziata nella scrittura dei testi e nella raffinatezza, delicatezza e valore emozionale delle canzoni. Queste le dichiarazioni a caldo della vincitrice sulla sua esperienza all’Are’ Rock Festival: “La cosa più bella è stata suonare completamente rilassata. Parlo per me, ma era tangibile il divertimento di tutti i ragazzi anche durante le altre esibizioni. Quando succede questo vuol dire che la serata è ben organizzata ed è riuscita! Nessuna pressione, nessuna forma di competizione accanita con gli altri, uno specchio d&#8217;acqua limpida nel mondo talvolta torbido della musica leggera”. Erica ha aggiunto ancora sul festival appena concluso: “Sono davvero fiera che una manifestazione del genere si svolga nella mia regione. In questa terra bellissima e piena di difetti, che spesso critichiamo anche culturalmente/musicalmente. A quanto pare, però, la Puglia e’ sveglia, o si sta svegliando. Perciò ringrazio doppiamente gli organizzatori, i musicisti, il pubblico e tutti quelli che hanno gravitato attorno all&#8217;Are’ Rock Festival”. Ottimo il riscontro di pubblico e critica anche per gli altri cinque gruppi in gara, vicinissimi tra di loro nei voti della giuria perché hanno dimostrato tutti compattezza e grande perizia nelle loro esibizioni. Dopo il verdetto, Max Gazze’ ha conquistato il pubblico con brani talvolta eterei e struggenti, talvolta potenti e incisivi, talvolta eleganti e coinvolgenti, ma anche grazie alla sua ironia e affabilita’; straordinaria la qualita’ degli arrangiamenti e delle performance musicali di Max al basso, ma anche di Megahertz (già al fianco di Morgan soprattutto,ma anche musicista de La Sintesi e di Lele Battista, di Giuni Russo, DB Boulevard, I Cosi), musicista fantasioso, eclettico e impeccabile, al theremin e sintetizzatori, e di Sergio Carnevale, batterista storico dei Bluvertigo che ha costruito con Gazze’ un’invidiabile sezione ritmica. Un trio formidabile, che ha tenuto con il fiato sospeso per la bellezza e la creatività degli arrangiamenti il pubblico che affollava il Fossato del Castello Svevo di Barletta e continuava a richiedere a gran voce altre canzoni a fine concerto. Maestoso e spettacolare il palco su due livelli del service Audiolight di Michele Occhionero; netta e piena la soddisfazione dell’intera organizzazione dell’Are’ Rock Festival, dal direttore artistico Giuseppe Defazio al direttore tecnico Ruggiero Balzano, per un record di presenze che fa grande onore ad una manifestazione che si propone come un punto di riferimento ormai per le band emergenti ed è cresciuta anno dopo anno anche come evento del tutto gratuito per il grande pubblico, grazie a mille sacrifici, nonché alla passione e alla forza di volonta’ manifestata dall’associazione Europa Giovane, dal presidente Francesco Scatigno a Rocco Dileo. Anche le condizioni meteorologiche (con una leggera pioggia prima dell’inizio del concerto), non hanno ostacolato la riuscita dell’evento, che è andato al di là di ogni più rosea aspettativa. Il presidente Francesco Scatigno in particolare ha dichiarato: “Le band emergenti finaliste si sono susseguite sul palco con esibizioni superbe. Complimenti ad Erica Mou, vincitrice del concorso, ma anche alle altre band che hanno avuto l’opportunità di condividere pubblico e palco con Max Gazzè, artista di grande spessore artistico ed umano. Possiamo dire che l’ Arè Rock Festival comincia a fare sul serio. Si impone a livello nazionale come concorso per band emergenti e livello locale come spettacolo gratuito accessibile a tutti anche per gusti musicali”. </p>
<p>Alla vincitrice va il premio di 2000 euro e la possibilità di esibirsi in Inghilterra presso gli studi di Radio Reverb, nell’ambito del programma Radio Sophia di Emilia Telese. La radio di Brighton è infatti tra i mediapartner del festival, al pari di Musicalnews.com, quinto portale musicale italiano, che ha seguito anche quest’anno ogni singola serata del festival, del primo mensile gratuito di musica e concerti nato in Italia, MusicClub, dell&#8217;interessante sito di informazione musicale MusicBoom.it, della webzine di musica, teatro, libri e cultura SaltinAria.it, della rivista online di musica e cultura Mescalina.it, che sta recensendo alcuni dei migliori gruppi dell’edizione 2009 e di Italianissima.net – canzoni per sognare, poesie in musica, visitatissimo sito dedicato alla Musica Italiana. Ampia visibilità alle notizie sul concorso inoltre è fornita fin dalla prima edizione dalla Gazzetta del Mezzogiorno, rappresentata in giuria da Giuseppe Dimiccoli.</p>
<p>Ora l’Arè guarda al futuro: come anticipa Francesco Scatigno, c’è “in programma un evento in una capitale europea con un alto ufficio istituzionale nazionale e una finale su più giorni con le migliori band emergenti italiane e numerosi artisti affermati. Non escludiamo la possibilità di spostare l’evento finale nelle altre città della nuova provincia, nei prossimi anni, per una maggiore promozione del territorio. Discuteremo anche l’istituzione di un doppio premio intitolato a Michael Jackson da consegnare ad artisti affermati, distintisi per l’impegno sociale, e alla band emergente maggiormente innovativa nella produzione musicale”.</p>
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